biglietti

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L’altro giorno, all’Auditorium, m’è capitato un fatto strano. Una signora mi ha fermato per regalarmi due biglietti, c’era Ivano Fossati, a me piace Ivano Fossati, La pianta del Tè, intendo, e Macramé, e l’angelo e la pazienza faranno come si può, questa signora mi ha fermato, aveva in mano due biglietti già pagati, ma andava di corsa, “doveva scappare”, mi dice prendili tu, te li regalo, non l’avevo mai vista prima, non la conoscevo, e lei era lì per la strada, davanti al bar che affaccia sulla libreria, sempre piena di studenti in pausa da qualcosa, e era pronta a regalarmi un susseguirsi di minuti, perché è questo che conta, nella vita, i minuti, e quello che aveva lei, da offrire, all’ingresso dell’Auditorium, erano appunto minuti, minuti in regalo, biglietti gratis, e non è stato per diffidenza, o per chiusura mentale, o per noia, o per altri impegni pregressi, ma ho detto subito no, grazie, no, ho pensato che sarebbe stato meglio lasciare quel privilegio a qualcun altro, qualcuno che magari avrebbe fatto salti mortali, o più probabilmente non così mortali, ma ad ogni modo avrebbe impiegato almeno una spinta residuale di energia, per accettare quei biglietti, che si sarebbe seduto, quel qualcuno, davanti a Ivano Fossati, e gli avrebbe chiesto, chessò io, di cantargli i Naviganti, cose che fanno piangere, l’amore fa, perché io ultimamente ho come avuto quest’idea, della gratuità, che non è proprio un’idea, è più un’impressione sottile, di aver ricevuto tante cose immeritate, e di non averne abbastanza, mai, delle voragini del caso, e adesso il mio respiro si sta facendo un po’ più veloce, e mi affaccio alla finestra, c’è il sole che è più caldo della primavera, e una ragazza bionda, coi capelli stirati dalla piastra, che grida al cellulare, tutta protesa in fuori, si rimbocca le maniche dentro a un maglioncino verde, è troppo pesante, e dice “semplicemènte”, e lo ripete con l’accento forte del sud, e intanto dall’altro lato del cortile, chissà con chi parla, si sentono sbattere le stoviglie, una sull’altra, e poi parte, da sopra, una musica di sottofondo che non riconosco, epperò riconosco chiaramente quella sensazione di un primo pomeriggio indiano, è strano, perché non ci sono mai stata, in India, magari regalarmi un biglietto.

http://www.youtube.com/watch?v=YxTD0vS9hKA

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