imparare a lasciare andare

Tra le più sorprendenti attitudini dell’animo umano, c’è quella di imparare a lasciare andare.
Questo ci viene richiesto, ogni giorno: lasciare andare fatti e persone, episodi e rapporti, ricordi e proiezioni, occasioni mancate o treni presi all’ultimo minuto, partenze ininterrotte verso un altrove di riserva, giochi di ruolo stabiliti a cottimo, scambi lavorativi e posizionamenti strategici, finti costumi di scena, vere bombe a orologeria tenute strette nelle tasche dei jeans, rispetta i turni per fare la doccia, l’innamorato di un’altra, un vecchio sospiro come risposta: allegorie stupefacenti e altri insondabili disastri del vivere quotidiano.
Lasciare che le cose vadano come vadano, che le situazioni seguano il loro corso naturale, non opporsi, resistere, non impallidire, spalleggiare, riequilibrarsi, attenersi alle convenzioni, assuefarsi al luogo comune, bofonchiare di noia subito prima dell’alba, a luci spente, quando nessuno ci può guardare bene in faccia, tieni dritti gli occhi, che adesso è tardi, meglio andare a dormire, prova a sognare un universo parallelo in cui tutto è possibile, in cui niente e nessuno va via, mai, e tutto resta fermo, appiccicato addosso, senti le braccia che aderiscono ai fianchi, premi le spalle piccole sotto il bel collo ricurvo, che domani lo puoi leggere sul giornale, vedi la foto sgranata in prima pagina, non è davvero così precoce l’attesa, ma che cos’è che stai provando a trattenere, fra le mani?
E poi svegliarsi di soprassalto, invece, e rendersi conto che non c’è bisogno di alcun universo parallelo da smontare e rimontare di altalene e fiocchi rosa, che tutto è possibile anche qui, proprio oggi, con le nuvole che si fanno pesanti e l’aria grigia e umida di pollini e fanghiglia, ma basta spostarsi qualche chilometro più a sud, e risale alta la brezza dal mare, svuota i lampi aridi del sole, l’armonia domestica è sempre avida dell’aldilà, ma allora fammi capire, che cosa pensavi di fare, tu, per cambiare le cose?
Niente, se riesco a lasciare andare anche questa volta, forse mi salvo.

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