Semplice è difficile, Albert Camus

PORTBOU

Questa mattina sono entrata in un bar, per ristorarmi un poco dalla canicola del luglio romano.

Tra i pasticcini da asporto e le chicche calcistiche al bancone, la mia attenzione è stata velocemente catturata da due uomini sulla sessantina, compassati, in maniche di camicia.

Uno diceva all’altro: «Ho appena finito di rileggere quel romanzo di Camus, Lo straniero. L’ho trovato di una semplicità estrema, elementare.»

L’altro annuiva, compiaciuto, e finiva di mescolare lo zucchero nel caffè.

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