Archivi del mese: luglio 2014

Bellezza 

La Balena Bianca

le cose belle

di Francesca Fiorletta

Difficile negarlo: negli ultimi tempi, c’è sempre più bisogno di bellezza.

Imparare a gioire dei piccoli e grandi momenti di estasi, appassionarsi per un’alba goduta da una terrazza, commuoversi contando le spighe di grano di un campo sterminato, calarsi nei vicoli più scalcinati dell’entroterra partenopeo e sentire, appiccicato sulla pelle, quel certo vivifico miscuglio di polvere di gesso e gelsomino fresco e stufato caldo della nonna.

C’è questo bisogno, forte e chiaro, dappertutto, di lasciare andare fatalmente i freni inibitori del cinismo, dell’atarassia, dell’intellettualismo gauche caviard a ogni costo; la paura, anzi che dico, il terrore di risultare barocchi e melliflui è ormai decisamente surclassato da un qualche potentissimo ritorno all’esaltazione delle sensibilità più intime e veraci dell’animo umano.

Il primo, sconcertante esempio che abbiamo avuto in tal senso, sul grande schermo, risale all’anno scorso, 2013, ovviamente con La Grande Bellezzaromana di Paolo Sorrentino, film…

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Francesca Fiorletta su “Da Pascoli a Busi” di Matteo Marchesini

Poetarum Silva

Il critico Bovary 

di Francesca Fiorletta

marchesini

Leggendo l’ultimo libro di Matteo Marchesini, Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia, edito quest’anno da Quodlibet Studio. Lettere, non si può non saltare sulla sedia, a parer mio, per almeno tre valide ragioni, che vado qui elencando.
Innanzitutto, e non mi sembra questo un dato granché risibile, una causa è l’ingente mole del testo: più di 500 fittissime pagine di critica militante, che variano dall’analisi del Piacere a quella sul Mattia Pascal, dai testi di Malaparte a quelli di Levi, Bianciardi, Volponi, Amelia Rosselli, (cito solo alcuni nomi e numi tutelari, per brevitas) fino ad arrivare alle scritture di Garboli, Debenedetti e Paolo Zanotti, coprendo insomma un arco temporale già ben contestualizzato nel titolo, con saggi brevi e lunghi articoli, scritti in questi ultimi anni principalmente per le pagine culturali della testata “Il foglio”.
Operando una…

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La critica nella terra della prosa #1 – Raoul Bruni e Francesca Fiorletta

La Balena Bianca

CSC_1221

a cura di Giacomo Raccis

Comincia oggi una piccolissima indagine sulla critica militante, che prende spunto (come annunciato ieri) dalla recente uscita di La terra della prosa. Narratori degli anni Zero, a cura di Andrea Cortellessa. Ogni antologia, soprattutto quando presentata con un testo dal rilievo teorico e critico così pronunciato, si presenta come un invito a discutere e a mettere in questione, tanto le specifiche scelte compiute dal curatore, quanto i presupposti primari di un’operazione di selezione e giudizio qual è un’antologia. Ecco allora un piccolo drappello di critici e critiche delle nuove leve chiamato a confrontarsi intorno a tre domande su antologie e canoni, orizzonti di scrittura e orizzonti di lettura, cartografia e militanza.

A primi a rispondere sono  Raoul Bruni e Francesca Fiorletta.

Terra della prosa 31. La produzione letteraria contemporanea si presenta come un orizzonte vasto, slegato, in continua trasformazione, difficile cioè da contenere in un unico…

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La critica nella “terra della prosa”: un invito

La Balena Bianca

Terra della prosa 2

di Giacomo Raccis

Che lo si chiami palude, selva o semplicemente “terra”, è sicuro che il paesaggio della narrativa italiana degli anni zero è ancora difficilmente mappabile, quanto meno in termini concordati e condivisi. Per questo esistono i critici militanti, che, come ricorda Raffaele Donnarumma nel suo ultimo Ipermodernità. Dove va la narrativa contemporanea (e un estratto che tocca proprio questo punto lo trovate qua), hanno il compito di cartografare, e così giudicare, l’esistente. Così capita che i critici militanti, di tanto in tanto, decidano di fare delle antologie, divertendosi nell’eterno gioco del chi dentro e chi fuori, che porta implicita, tuttavia, una seria proposta di canonizzazione.

E seria sicuramente è l’ultima iniziativa di Andrea Cortellessa, viste le quasi 900 pagine che compongono La terra della prosa. Narratori italiani degli anni Zero 1999-2014 (L’Orma editore) e che la distinguono da tutte le innumerevoli ed estemporanee…

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Polemiche. Per non affogare nella palude

laterra

Ormai due estati fa, mi trovavo a leggere questo testo pregiato:

“Esistono due specie di poeti. Ci sono quelli che vengono eletti dagli altri; a giusta ragione vengono chiamati «uomini rappresentativi»; sono portati al genio da un insieme di circostanze pressoché estranee al loro io. Spesso sono i più grandi, mai i più puri né i più sensibili. Gli altri sono poeti per sé stessi. Innanzi tutto vivono. Cantano come le pietre preziose nascoste nel seno della terra. Per scoprirli bisogna cercare. La loro opera ha una sorta di aureola. Non si dà mai tutta intera per potersi dare inesauribilmente.”

(continua qui:  http://www.retididedalus.it/Archivi/2014/luglio/PRIMO_PIANO/3_polemiche.htm )

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