Giocatrici more uxorio

Poetarum Silva

cover-fiorletta2Ho provato a seguire i consigli di Francesca Fiorletta (Dieci buoni motivi per NON leggere More Uxorio) e mi sono così azzardato a (non) leggere More Uxorio portandolo alle labbra come un bicchiere (rigorosamente blu e Ikea)  mantenuto rigorosamente sempre pieno e berne lentamente con discrezione e curiosità.
A Francesca Fiorletta la linearità della prosa non piace; è palese il bisogno della deviazione e della distrazione delle parole, libere di accoppiarsi o inseguirsi senza alcuna preoccupazione o scrupolo per il miscelarsi dei riferimenti verbali e delle parti, garantendo la continua e pacifica reversibilità del rapporto soggetto/oggetto. È importante sapere chi parla a chi, quando l’unico riferimento sono una sedia mezza rotta, bicchieri blu e un nome? Assolutamente no, e il dialogo allora può procedere imperterrito per ascolti e per suggestioni; le parole si susseguono per assonanza, immagini, ricordi e nei ricordi, nelle immagini, nei suoni muoiono e rinascono…

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